Lesioni da pressione: prevenzione, osservazione e ruolo dell’OSS
02/07/2026 By: Mei Team
Perché l’osservazione dell’OSS è fondamentale
Le lesioni da pressione rappresentano una delle problematiche più frequenti nell’assistenza a persone fragili, allettate o con mobilità ridotta. Si tratta di una condizione che può comparire soprattutto nei pazienti anziani, nei soggetti non autosufficienti, nelle persone ricoverate a lungo o assistite a domicilio, e che richiede attenzione costante da parte di tutta l’équipe assistenziale.
Per l’Operatore Socio Sanitario, conoscere i principali fattori di rischio e saper osservare correttamente la cute è fondamentale. L’OSS, infatti, non ha un ruolo sanitario autonomo nella diagnosi o nel trattamento avanzato delle lesioni, ma contribuisce in modo decisivo alla prevenzione, alla sorveglianza e alla segnalazione tempestiva di eventuali alterazioni.
“La prevenzione inizia dall’osservazione: ogni cambiamento della cute può essere un segnale da non sottovalutare.”
Che cosa sono le lesioni da pressione
Le lesioni da pressione sono danni localizzati della cute e dei tessuti sottostanti, generalmente in corrispondenza di una prominenza ossea. Possono svilupparsi quando una parte del corpo rimane compressa per un tempo prolungato tra una superficie rigida, come il materasso o la carrozzina, e l’osso sottostante.
La pressione non è però l’unico fattore da considerare. Anche lo sfregamento, lo scivolamento del paziente nel letto, l’umidità, la fragilità della cute, la disidratazione e le condizioni generali della persona possono contribuire alla comparsa o al peggioramento della lesione.
“Dove la cute è fragile e la pressione persiste, anche un piccolo punto di appoggio può diventare una lesione.”
Perché la prevenzione è fondamentale
Una lesione da pressione può peggiorare rapidamente se non viene riconosciuta e gestita in tempo. Per questo la prevenzione è l’intervento più importante. La cute dell’anziano o della persona fragile è spesso più sottile, meno elastica e più facilmente soggetta a irritazioni.
Se a questo si aggiungono immobilità, sudorazione, incontinenza, scarsa idratazione o malnutrizione, il rischio aumenta in modo significativo. La prevenzione passa quindi da piccoli gesti quotidiani, che devono essere eseguiti con attenzione e continuità. L’OSS, lavorando a stretto contatto con la persona assistita, è spesso tra le prime figure a notare un cambiamento della cute: un arrossamento, una zona più calda o più fredda, una parte dolente, una piccola abrasione o una macerazione cutanea.
Il ruolo dell’OSS nell’osservazione della cute
Durante le attività quotidiane di assistenza, come l’igiene personale, il cambio della biancheria, la mobilizzazione o il corretto posizionamento del paziente, l’OSS ha la possibilità di osservare con attenzione lo stato della cute. Questo momento è molto importante, perché consente di individuare precocemente eventuali segnali di alterazione e di riferirli tempestivamente all’infermiere.
In particolare, è utile prestare attenzione alla presenza di arrossamenti che non scompaiono, zone della cute che appaiono più calde, fredde, indurite o dolenti, aree umide o macerate, piccole abrasioni, vescicole, bolle o cambiamenti visibili nelle zone di appoggio. Anche un segnale apparentemente lieve può indicare una sofferenza cutanea iniziale.
Un arrossamento persistente, ad esempio, può rappresentare il primo campanello d’allarme. In questa fase, riconoscere il problema e segnalarlo rapidamente può contribuire a evitare che la situazione peggiori e si trasformi in una lesione più profonda.
“Un arrossamento persistente può essere un piccolo segnale, ma riconoscerlo in tempo può fare una grande differenza.”
I principali stadi delle lesioni da pressione
Le lesioni da pressione possono essere classificate in diversi stadi, in base alla profondità e alla gravità del danno.
Nel primo stadio si osserva generalmente un arrossamento della cute, senza perdita di sostanza. È una fase ancora iniziale, nella quale il danno può essere reversibile se si interviene in modo corretto. Nel secondo stadio compare una perdita parziale dello spessore cutaneo. La cute può presentarsi abrasa, con un’area rosata o con piccole bolle.
Il terzo e il quarto stadio indicano lesioni più profonde, con perdita di tessuto più importante e possibile coinvolgimento di strutture sottostanti. In questi casi il trattamento è più complesso e riguarda in modo specifico le competenze del personale sanitario.
L’OSS può collaborare con l’infermiere nelle attività assistenziali previste, ma deve sempre rispettare i limiti del proprio profilo professionale e segnalare tempestivamente ogni cambiamento.
Mobilizzazione e corretto posizionamento
Uno degli aspetti centrali nella prevenzione è il cambio di posizione della persona assistita. Restare troppo a lungo nella stessa posizione aumenta la pressione su alcune zone del corpo e può favorire la comparsa delle lesioni.
La mobilizzazione deve essere eseguita con attenzione, evitando di trascinare il paziente sul letto. Lo sfregamento e la trazione possono danneggiare la cute, soprattutto se fragile o disidratata.
Quando possibile, è utile utilizzare ausili, teli o tecniche corrette di movimentazione, sempre nel rispetto delle indicazioni dell’équipe. Anche l’uso di cuscini o supporti può aiutare a ridurre il contatto diretto tra prominenze ossee, ad esempio tra le ginocchia o in corrispondenza dei talloni.
Igiene, idratazione e cura della cute
L’igiene quotidiana ha un ruolo fondamentale nella prevenzione. La cute deve essere detersa con prodotti delicati, non irritanti e adatti alla persona fragile. Dopo la detersione è importante asciugare bene, soprattutto nelle pieghe cutanee, per evitare ristagno di umidità.
L’incontinenza rappresenta un ulteriore fattore di rischio, perché può favorire irritazione, macerazione e dermatiti. Per questo è importante controllare frequentemente la persona, cambiare i presidi quando necessario e mantenere la cute pulita e asciutta. Anche l’idratazione generale è importante. Una persona disidratata ha una cute più fragile e maggiormente esposta al rischio di lesioni. L’OSS può contribuire incoraggiando l’assunzione regolare di liquidi, secondo le indicazioni ricevute e tenendo conto delle condizioni cliniche della persona.
“Una cute pulita, asciutta e ben idratata è una barriera da proteggere ogni giorno, soprattutto nelle persone fragili e a rischio di lesioni.”
La biancheria e il rischio di sfregamento
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la biancheria del letto.
Lenzuola non ben tese, pieghe, materiali poco traspiranti o superfici che aumentano l’attrito possono contribuire a irritare la cute. La biancheria deve essere pulita, asciutta, ben sistemata e priva di pieghe.
Nei pazienti allettati o lungodegenti, anche questo dettaglio può fare la differenza. Materiali più traspiranti e a basso attrito possono aiutare a ridurre sudorazione, umidità e sfregamento, contribuendo al comfort e alla protezione della cute.
La prevenzione come responsabilità condivisa
Prevenire le lesioni da pressione significa lavorare in équipe e valorizzare il contributo di ogni figura coinvolta nell’assistenza.
L’OSS, pur non occupandosi della diagnosi o del trattamento avanzato delle lesioni, svolge un ruolo fondamentale perché è accanto alla persona nelle attività quotidiane: osserva, aiuta, mobilizza, cura l’igiene, sistema il letto, accompagna, ascolta e segnala.
Proprio questa vicinanza consente spesso di riconoscere precocemente i segnali di rischio e di contribuire a evitare il peggioramento della situazione. Le lesioni da pressione sono un problema assistenziale importante, ma in molti casi possono essere prevenute attraverso attenzione, osservazione e corrette pratiche quotidiane.
“Prevenire le lesioni da pressione significa trasformare l’assistenza quotidiana in un lavoro di squadra, dove osservazione, cura e segnalazione tempestiva fanno la differenza.”
Per l’OSS, la prevenzione passa da gesti concreti: controllare la cute, evitare sfregamenti, collaborare alla mobilizzazione, mantenere la persona pulita e asciutta, favorire l’idratazione e riferire ogni cambiamento all’infermiere.
Sono dettagli solo in apparenza semplici, ma nella cura della persona fragile diventano fondamentali per proteggere la salute, il comfort e la dignità dell’assistito.


