Operatore Socio-Sanitario: il futuro della professione
02/11/2023 By: Mei Team
L’OSS è il profilo professionale presentato e descritto, ormai più di 20 anni fa, dalla Conferenza Stato Regioni del 22 febbraio 2001, che andava a incorporare gli Ausiliari e gli Opeartori Socio-Assistenziali (OSA).
“L’evoluzione del profilo professionale dell’OSS è fondamentale e inevitabile “
Notizia recente è la ripresa del confronto con le rappresentanze professionali e sindacali per il riordino delle competenze e della formazione degli Operatori socio sanitari.
Ecco che la categoria torna ad avere i riflettori puntati su di sè e viene chiamata ad attuare un piano di cambiamento professionale efficace con operatori formati e competenti. L’evoluzione del profilo professionale dell’OSS è fondamentale e inevitabile per rispondere ai nuovi bisogni di salute e per concretizzare al meglio i fondi del PNRR.
Il nuovo OSS “XX”
La carenza di infermieri è ormai chiara ed evidente. Ne mancano attualmente 60.000, ma arriveremo a una carenza di 100.000 nei prossimi 10 anni.
L’Istat dichiara che, entro il 2050, un assistito su 3 sarà un paziente fragile con aumento delle cronicità e maggiori richieste di assistenza.
Per sopperire a questa carenza, spesso le strutture sanitarie richiedono agli OSS attività che vanno al di là delle proprie mansioni e delle proprie competenze.
“Con la Conferenza Stato Regioni di marzo 2023, le istituzioni si sono mosse per portare il profilo professionale degli Operatori Socio Sanitari a un livello di competenze più avanzato indicandolo per il momento come XX”
Per questo, le istituzioni, con la Conferenza Stato Regioni di marzo 2023, si sono mosse per portare il profilo professionale dell’attuale OSS a un livello di competenze più avanzato: il nuovo OSS, indicato per il momento come “XX”.
Come si relaziona l’OSS con l’infermiere e il paziente?
“Il nuovo OSS non rappresenta più una figura di supporto, ma diventa componente dell’équipe assistenziale. Gli vengono attribuiti compiti con bassa discrezionalità e elevata standardizzazione”
Attraverso un percorso formativo aggiornato, l’operatore socio-sanitario acquisirà la nuova qualifica. All’interno di questa nuova professionalità risulta fondamentale saper ragionare con un approccio multidisciplinare. Tutti i componenti dell’équipe dialogano, si relazionano e si consultano per il bene del paziente.
Principalmente l’OSS si interfaccia con l’infermiere e con il paziente. Il nuovo OSS non rappresenta più una figura di supporto, ma diventa componente dell’équipe assistenziale. Gli vengono attribuiti dei compiti con bassa discrezionalità ed elevata standardizzazione. Svolge e riferisce gli esiti delle attività svolte, adotta comportamenti di sicurezza per sè e per il paziente e risponde per una errata esecuzione di un’attività affidatagli.
Quando inizieremo a pensare a questa nuova figura?
Tutti ci auspichiamo il prima possibile. Abbiamo una società molto complessa dove i bisogni socio-sanitari sono in continua evoluzione.
Gli OSS necessariamnete devono fare un salto di qualità, sia nell’ambito della sanità pubblica che privata.
I tempi sono maturi per essere consapevoli delle proprie potenzialità e di avere bisogno di una formazione integrativa e complementare per fornire le risposte che la società richiede.